“Il Gusto che ispira” è il primo Manifesto gastronomico dedicato al caffè firmato da Nespresso in occasione del suo 40° anniversario insieme ad Accademia Gualtiero Marchesi. Presentato nella sede della prestigiosa scuola di cucina italiana, rappresenta il punto di partenza per esplorare diverse combinazioni di gusto e interpretazioni gastronomiche. Il progetto prevede il coinvolgimento di Nespresso nell’ambito del Corso di perfezionamento universitario in Fondamenti di scienze culinarie e innovazione alimentare organizzato da Accademia Gualtiero Marchesi e Università statale di Milano. Un approfondimento specifico sull’universo caffè e la sua storia, i linguaggi del gusto, la sostenibilità delle filiere e le possibilità di interpretazione. In Accademia si sta studiando l’inserimento di un corso dedicato al caffè all’interno del programma formativo, con un focus sulla conoscenza della materia prima e l’utilizzo del caffè come base viva in cucina. Il corso vedrà anche la partecipazione di Alessandro Dal Degan, Chef de La Tana Gourmet e dell’Osteria della Tana nonché Ambassador Nespresso, che da tempo tratta il caffè come elemento protagonista in cucina.
“I 40 anni di Nespresso rappresentano un momento per valorizzare e rafforzare il nostro percorso. Nel 1986 abbiamo rivoluzionato il modo di degustare il caffè nel mondo e, negli anni, abbiamo saputo innovare. Questo Manifesto rappresenta una naturale evoluzione del valore culturale del caffè e della sua capacità di mantenere il suo gusto indimenticabile e il legame alla tradizione italiana, aprendosi a nuovi scenari” ha dichiarato Luca Mandelli, Direttore marketing di Nespresso Italiana.
“Per Gualtiero Marchesi il caffè non era solo un rito, ma un elemento centrale della nostra identità culturale. Se il mondo riconosce nell’espresso il canone dell’eccellenza italiana per precisione e intensità, la nostra sfida accademica è dimostrare come il caffè sia già entrato in cucina con una dignità assoluta, pari a quella di una materia prima rara. Non dobbiamo più considerarlo un semplice ‘finale di partita’, ma un ingrediente tecnico capace di dialogare con il dolce e con il salato” ha aggiunto Enrico Dandolo, Ceo Accademia Gualtiero Marchesi.
































