«La pizza è una cosa semplice, perché semplici sono i suoi ingredienti: acqua, farina, sale e lievito. Non serve altro!», parola di Endrit Rustemi. Nato a Fier (Albania) 33 anni fa e cresciuto in Italia tra Milano e Brescia, Rustemi ha scelto il capoluogo bresciano per concretizzare il suo concetto di pizza: una napoletana classica che si distingue per il cornicione croccante.

Per ottenere le caratteristiche di quella che oggi è la “pizza di Endrit” Rustemi ha studiato l’impasto per oltre un anno. Il risultato è un impasto diretto preparato aggiungendo la farina all’acqua e non viceversa, con un’idratazione tra il 65 e il 67%, e lasciato a lievitare per un tempo che va dalle 24 alle 36 ore a temperatura ambiente. Il tutto realizzato con ingredienti di altissima qualità a partire dalla farina. Dal pomodoro al fiordilatte, dalle alici al prosciutto crudo, tutti gli ingredienti dei topping arrivano da un’attenta selezione: il pomodoro è San Marzano, il fiordilatte è di Agerola, le alici sono di Cetara, il pecorino romano Dop, l’olio Evo è pugliese. Nulla è lasciato al caso perché anche la semplicità esige estrema attenzione e qualità.

Classiche o stagionali, le 14 pizze della carta di Endrit riescono a soddisfare tutti i palati e sono, per questo, tra le più apprezzate in città. A partire dalla classicissima Margherita, con salsa di San Marzano, fiordilatte di Agerola, grana, basilico e olio Evo pugliese. Tra le pizze sempre in menù spiccano la Bufala con salsa di San Marzano, mozzarella di bufala aversana e basilico; la Cetara con alici di Cetara e olive caiazzane, la Amalfi con salsa di datterino giallo, basilico, burrata di Andria, prosciutto crudo di Parma 18 mesi e olive taggiasche, e la Neranese con crema di zucchine, zucchine fritte e provolone del Monaco. A queste si aggiungono le pizze stagionali e una “limited edition” su ispirazione di Rustemi che cambia due volte l’anno: attualmente è la Margherita di Endrit con salsa di datterino giallo e rosso, datterino giallo e rosso semidry, provola d’Agerola e pecorino romano Dop.